Quale tipologia di schermo si adatta meglio per gli smartphone Android?

di Gio Tuzzi Commenta

Alcune informazioni che potrebbero tornarvi utili in vista dell'acquisto di un nuovo smartphone Android

Quando si acquista un cellulare Androdi si presta attenzione a tutti i particolari tranne, forse, a uno dei più importanti: lo schermo. Sì, perché si può avere il telefono migliore in assoluto per fare le foto, ad esempio, ma senza un display che ne valorizza le potenzialità tutto va a farsi friggere.

Ma come fare per evitare problemi? Ecco una rassegna dei pro e contro degli schermi per i cellulari Android.

smartphone Android

IGZO

La tecnologia IGZO è composta da pannelli ossido di indio, gallio, zinco e ossigeno (se ci hai fatto caso le iniziali compongono il nome della tecnologia): dall’incrocio di queste materie, è nato un materiale che è perfetto per gli schermi dei cellulari.

Perfetto…per tutti? Non proprio, e non certo per la bassa qualità, anzi. Perché è un processo brevettato da Sharp che, ovviamente, non vuole lasciare spazio a eventuali concorrente.

I display realizzati con la tecnologia IGZO, infatti, hanno un refresh relativamente veloce e hanno un risparmio energetico niente male.

Un altro motivo per cui difficilmente troverai smartphone Android che utilizzano IGZO? Perché i costi di produzione non sono proprio bassissimi, anzi!

LCD

Molto diffusa nei telefoni Android, in particolare quelli di derivazione cinese, come nel caso del display dello Xiaomi Mi Note 3, è la più conosciuta in tal senso. Potremmo dire, inoltre, che la tecnologia LCD è quella che ha avuto il maggior tasso di evoluzione negli ultimi anni. E c’è chi, a tal proposito, pensa che si sia arrivato al culmine. Non sappiamo, ovviamente, se è vero ma non dubitiamo, ovviamente, dell’alta qualità di questo display.

Non vogliamo parlarti dei vari tecnicismi ma ti diciamo subito i punti di forza e di debolezza: da un lato c’è sicuramente l’alta definizione dei dettagli e, dall’altro, però, devi stare molto attento poiché gli schermi in LCD sono abbastanza fragili.

Molti, inoltre, si lamentano del fatto che dopo un paio di anni i colori tendano a ingiallirsi. Non ci mettiamo la mano sul fuoco in tal senso. Una cosa, però, è certa: che con il potenziamento della qualità di questo periodo, la batteria ne ha risentito.

È una tecnologia che consuma parecchio e, quindi, se non dovesse durarti due giorni pieni non lamentarti. La qualità ha un costo. Che, spesso, non è solo economico.

Oled

È la tecnologia più innovativa ed è l’ultima che è nata. Particolarmente frequente, anch’essa, nei cellulari Android, soprattutto quelli di ultima generazione.

L’Oled non ha avuto bisogno, come per l’LCD, di migliorare la sua retroilluminazione e non è certamente un caso che i primi smartphone a provare attivamente questa tecnologia sono stati quelli che ‘girano’ sul sistema operativo di Google, come il Galaxy S3.

Così come per l’LCD, però, anche l’Oled tende a consumare parecchio la batteria proprio perché ha degli standard di qualità molto alti. Che, uniti poi al 4G, a tutte le varie app che hai scaricato, ti ‘costringono’ a portare il power bank in ogni occasione.

Ma non si può certamente avere tutto!

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